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Dancalia

DANCALIA
FRAMES by Frank

Un luogo pieno di fascino e mistero in cui vibrano tutte le inquietudini geologiche del pianeta, dominato da quello che tanti definiscono il popolo meno ospitale in assoluto

Lo sapevi?La
preparazione
al viaggio
Un viaggio nel deserto richiede una preparazione speciale. Si parte con la preparazione culturale , per conoscere in anticipo ambienti e tradizioni. Si passa poi alla preparazione psicologica per aumentare il senso di adattamento. Infine, è importantissima una preparazione fisica adeguata per sopportare l’esposizione continua agli elementi naturali e preparare il corpo ai ritmi sostenuti del viaggio.
Lo sapevi?Il tè e
le etnie nomadi
nomadi
La cerimonia del tè è una delle più importanti pratiche sociali delle popolazioni sahariane. Un vero e proprio rituale che scandisce i tempi della giornata e ne rompe la monotonia. Ogni momento è buono per fare il tè ed è il primo segno di ospitalità verso un ospite. Tonificante miracoloso e cemento della vita sociale, è per i nomadi un vero e proprio doping naturale.
Lo sapevi?Come
orientarsi
senza GPS
Quando ti trovi nel deserto non ci sono certo cartelli o indicazioni stradali, figuriamoci GPS o navigatori. Come possono orientarsi dunque le popolazioni nomadi sahariane? Grazie alla loro memoria fotografica e senso dell’orientamento straordinari, i popoli nomadi come i Touaregh, i Toubou o i Sahamba, riescono a destreggiarsi in qualsiasi ambiente , incluso il deserto, nonostante l’assenza di chiari punti di riferimento.
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Il fascino di una
terra inquieta

La depressione Dancala o terra Afar, è il punto più basso dell’intera Africa con i suoi 155 m sotto il livello del mare. Agli occhi dei più può sembrare un angolo d’inferno sulla terra.

Caratterizzata da temperature elevatissime, dai suoi fondi salini e dalle sue colate laviche è senz’altro uno dei luoghi più inospitali del pianeta.

A queste caratteristiche solo una popolazione, particolare fisiologicamente e tenace caratterialmente ha saputo adattarsi: gli Afar che, per la loro ferma resistenza alla penetrazione coloniale, hanno sempre animato, con l’appellativo di feroci predoni dancali, i racconti dei nostri esploratori del secolo scorso.


Un angolo di terra spaventoso dunque ma anche sconvolgentemente interessante per il viaggiatore più audace e curioso. L’accecante distesa bianca della piana del sale, i colori sgargianti del dallol, tavolozza di tonalità in mezzo alla terra brulla, il bagliore notturno del vulcano Erta Ale sono ricordi indelebili per qualsiasi
viaggiatore amante della natura.

È BEN DIFFICILE, IN GEOGRAFIA COME IN MORALE,
CAPIRE IL MONDO SENZA USCIRE DI CASA PROPRIA.

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Voltaire

La guardinga
ospitalità
degli Afar

Gli Afar sono l’etnia nomade che abita la depressione Dancala, la regione forse più inospitale della terra, e rappresentano il 4% della popolazione etiope.

Da sempre guerrieri indomiti, coraggiosi e sprezzanti di ogni forma di pericolo, la nomea degli Afar vive ancora, a buon diritto, nelle menti dei viaggiatori moderni. Eco soprattutto della loro strenua resistenza ad ogni tentativo coloniale del secolo scorso.
Parlano la lingua afar della famiglia delle lingue cuscitiche. Sono di religione islamica (mussulmani sunniti), da quando si convertirono nel X secolo sotto la spinta dei mercanti arabi.

Gli Afar sono suddivisi in clan e la loro società è basata oggi su quattro sultanati ereditari. Sono ancora quasi tutti nomadi e si spostano con le capanne smontate sui loro cammelli.

Sono dediti alla pastorizia e al commercio del sale (piana del sale) molti di loro girano ancora armati sia di fucili che di spade ricurve per la rivalità ancora accesa con i clan vicini, soprattutto di provenienza eritrea.

Un’usanza ancora in voga e piuttosto curiosa praticata dagli Afar è quella di limare a punta gli incisivi, pratica che in passato serviva ad incutere timore nell’avversario.

Un paese multiforme ricco
di varietà e contraddizioni
in cui la forza “eruttiva”
della Dancalia brucia
e segna l’anima del
viaggiatore

 

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by Frank